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Il Fatto Alimentare

/ Etichette Prodotti / Distributori automatici, chi è responsabile delle informazioni al consumatore? È un diritto conoscere i particolari del prodotto prima dell’acquisto?

Dario Dongo 7 agosto 2014 Etichette Prodotti Commenti

Vi espongo una mia perplessità : l’etichettatura ha la funzione di informare sulle caratteristiche dei prodotti alimentari chi acquista, visto che è il consumatore stesso oggetto della tutela da parte del legislatore indipendentemente dall’applicazione della disciplina sull’etichettatura. Nel caso dei distributori automatici di bevande e alimenti come può il consumatore tutelarsi da un prodotto del quale conoscerà i particolari solo dopo l’acquisto?

Vi espongo una mia perplessità

Penso alla possibile presenza di allergeni negli ingredienti e composizione che, di norma, non appaiono nell’immagine pubblicizzata sul distributore.In questo caso si può affermare che il contratto si realizza, in maniera completa, prima che il consumatore abbia precisa conoscenza del prodotto che sta acquistando e che potrebbe presentare caratteristiche indesiderate?

Nel caso specifico dei distributori automatici, qualora si verifichi un’allergia o intolleranza del consumatore al prodotto, chi ne è responsabile? Il distributore-venditore che non mette a disposizione dell’acquirente tutte le informazioni necessarie violando, così, le regole contrattuali?

Massimo

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Caro Massimo ,

Caro Massimo

Sono completamente d’accordo con Lei, il diritto del consumatore a ricevere appropriate informazioni sui cibi e bevande offerti in vendita non può venire limitato dalle modalità di vendita attraverso distributori automatici.

Proviamo perciò a riflettere insieme sulle regole da applicarsi, in virtù del regolamento (UE) 1169/2011, alle “vending machines”. Tali apparecchi, a seconda dei casi, consentono di realizzare due tipi di attività:

1) Vendita di alimenti e bevande preconfezionati . Le informazioni previste come obbligatorie in etichetta devono venire messe a disposizione del consumatore prima della sua scelta d’acquisto anche nel caso delle cosiddette “vendite a distanza”. Al di là di ogni possibile suggestione di lontananza fisica, a mio avviso il concetto di distanza va inteso nel senso più ampio di “distanza dagli occhi”. Com’è appunto nel caso di un distributore automatico che di fatto occulta la gran parte delle notizie pur riportate in etichetta.

Vendita di alimenti e bevande preconfezionati

– In ragione di ciò, il “venditore a distanza” che in questo caso coincide con il gestore della macchina deve garantire un’informazione completa su tutti i prodotti ivi contenuti, offrendo copia delle relative etichette in prossimità della macchina stessa

9900 spento e LED rosso che lampeggia ogni 4sec

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128 messaggi • Pagina 1 di 9 1 , 2 , Sneakers Prada Donna 3E6322NYLON4ROSA bexit rosa Sportivo nD7UQt
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da SOliver 22110 amazonshoes Primavera ui0aW
il 05/10/2011 12:02

geppo78
Ragazzi è successa una cosa stranissima al mio 9900 comprato il mese scorso da Expansys. Stanotte intorno alle 23.30 l’ho messo a caricare con la batteria a poco meno da zero. Stamattina alle 6 l’ho trovato con la luce rossa che lampeggiava ad intervalli di 4/5 secondi Ho tolto la batteria e l’ho sostituita con una nuova appena acquistata ma il problema resta. Ho provato a connetterlo al pc con la batteria ma ad ogni spegnimento del led rosso veniva “perso” come usb così ho tolto la batteria e sul display è comparso il simbolo della batteria con una x sopra. Ho quindi collegato il 9900 al pc ed ho seguito la procedura per il caricamento del s.o. ma dopo aver caricato mi si ferma al lancio della JVM e non trova il dispositivo. Ho chiamato Expansys ed abbiamo avviato la procedura di invio in assistenza ma se riuscissi in qualche modo a riportarlo in vita sarei molto più contento. Qualche altra idea?? Saluti e grazie Marco
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da clapsi il 05/10/2011 13:51

clapsi
preso su expansys anche a fine agosto , a me e capitato pero' solo una volta che lampeggiasse il led rosso senza motivo ne che fosse arrivata una notifica o batteria scarica, adesso invece quando lo metto in carica nella dock e compare la modalita comodino dopo un po esce sul display il setting della sveglia
Località:

da London Rebel Sandali con tacco largo medio Oro asos marroni Estate rr69fK6D
il 05/10/2011 20:40

89 Vi fu un tempo in cui ogni famiglia o pseudo-famiglia aveva la propria legge; poi ogni clan e ogni tribù, infine ogni città e ogni provincia. Per cercare di comprendere come abbia potuto aver luogo ognuno di questi passi successivi verso l’unità del campo legislativo, osserviamo come ha avuto luogo il passaggio dal diritto provinciale al diritto nazionale. Per molto tempo, ogni provincia francese ha posseduto la propria consuetudine caratteristica, alla quale si veniva sovrapponendo sempre di più il corpo delle ordinanze reali. Bisogna anche notare che ogni parlamento e ogni tribunale interpretava a suo modo le nuove leggi e si faceva una giurisprudenza a parte, abitudine giudiziaria che riconduceva la legislazione alla sua provincialità originaria, da cui non sembrava poter uscire, in un’epoca ancora dominata dall’imitazione ereditaria. Ma, alla fine, dato che si è imposta in modo definitivo l’imitazione contagiosa, cioè la tendenza a prendere esempio dalle innovazioni legislative e giudiziarie di Parigi, le leggi promulgate dai legislatori parigini della Rivoluzione e dell’Impero sono state obbedite senza fatica da tutte le province francesi, che hanno smesso di sottomettersi all’autorità dei loro antenati e dei loro giuristi locali. La giurisprudenza di ogni tribunale e di ogni corte, si è modellata (per forza, si dirà, ma per quale motivo, se non perché il bisogno di conformismo territoriale era diventato irresistibile?) sulla giurisprudenza parigina della Corte di Cassazione. Aggiungiamo che anche questa giurisprudenza nazionale, dopo essersi consolidata in questa forma grazie alla moda, tende a stabilirsi per tradizione e a immobilizzare la legislazione. La legge delle Dodici Tavole, che ha finito per diventare la venerabile tradizione e la più sacra consuetudine di Roma, all’inizio non era altro che un’importazione straniera, che un bel focolaio di imitazione-moda ha permesso di adottare.

90 Mentre ha luogo questo movimento, si produce un cambiamento ancora più importante. La stessa causa che ha reso necessaria prima la sovrapposizione, e poi la sostituzione, di un diritto nazionale ai vari diritti provinciali, costringe i diversi diritti nazionali ad assumerne come modello uno soltanto, preparando la futura unificazione legislativa. Nel xvi secolo, periodo quanto mai eruttivo, epoca di contagio innovatore, era il diritto romano che, rinascendo dalle sue ceneri sparse, si diffondeva all’interno di tutti gli stati, nello stesso momento in cui, in ciascuno di essi, il progresso del potere reale uniformava la legislazione. Ieri, era il Codice napoleonico a varcare le frontiere dell’Impero francese. Oggi, il guaio è che non sorge da nessuna parte un’autorità prestigiosa tanto potente da costruire un nuovo monumento giuridico che rifulga da lontano; ma tutto porta a credere che, se ne apparisse qualcuno da qualche parte, verrebbe copiato dappertutto con inaudita rapidità, come mostra il relativo successo dell’ 34 . A dispetto di soluzioni giuridiche veramente nuove, i nuovi problemi giuridici che vengono posti, per esempio a proposito degli infortuni sul lavoro e della legislazione operaia, appena vengono formulati all’interno di uno stato piccolo o grande, subito si ripercuotono appassionatamente all’interno di tutti gli altri.

91 Ebbene, se è vero che soltanto la predisposizione del pubblico moderno alla libera imitazione dello straniero ha reso possibile la diffusione dei vari codici, francesi in particolare, non si deve ritenere verosimile che, in epoche passate, quando uno stesso diritto provinciale si è insediato in un certo numero di città, quando uno stesso diritto urbano si è insediato in un certo numero di tribù ecc., una disposizione analoga, con la stessa forza, si sia fatta luce nel pubblico di allora, e che, senza di essa, nessuno di questi ampliamenti graduali del campo giuridico avrebbe mai avuto luogo? Quando, nel xii e nel xiii secolo, vediamo un certo numero di città in Francia e in Germania, precedentemente governate da consuetudini molto diverse, presentare una relativa somiglianza di legislazione, sappiamo che, in Francia, questa uniformità si è prodotta grazie alla propagazione imitativa della prima carta comunale di cui si è infatuato il pubblico dell’epoca, e sappiamo anche che l’idea di copiarsi sotto questo aspetto è venuta a quelle città che già intrattenevano tra loro relazioni commerciali o di alleanza, linguistiche o familiari. Le Consuetudini di Lorris, per esempio, si sono diffuse con grande rapidità nel dominio reale e nella Champagne. In Germania è accaduto lo stesso: «Quasi tutte le leggi municipali delle città del Reno si ricollegano a quelle di Colonia», dice Schulte nel suo classico volume sulla storia del diritto tedesco CHON CALZATURE yoox marroni Pelle 6LBT558G
. Le città del Reno vivevano di una vita comune grazie a questa corrente continua di imitazione reciproca che il corso del fiume trasportava e simbolizzava. «Il diritto di Lubecca – dice lo stesso autore – servì da modello a quello dell’Holstein e dello Schleswig e a quelli di gran parte delle città del mar Baltico». Il diritto del Magdeburgo fu copiato allo stesso modo, con alcune modifiche, da Halte, Leipsick, Breslau e altre «città sorelle», e da Breslau «si diffuse in Siberia, in Boemia, in Polonia, in Moravia, così che fu seguito più o meno in tutto l’Est». Nondimeno è anche vero che una costituzione, una legge municipale, comunque essa si chiami, dopo essersi diffusa per moda, con alcune modifiche, diventava rapidamente una consuetudine tra le più care al cuore dei suoi giudicabili.

92 Esaminando questo pensiero, ci si guarderà bene dall’errore di distinguere tra un diritto antico e un diritto moderno, di scavare tra loro un abisso fittizio, e di supporre che la svolta dall’uno all’altro, in ciò che ha di reale, abbia avuto luogo una volta per tutte. L’eminente pensatore che ha ispezionato così profondamente il diritto del passato, cioè Sumner Maine, ha condiviso questo genere di illusione. Egli sostiene che la rivoluzione capitale avvenuta nel campo del diritto è quella che ha avuto luogo quando, suppone, all’idea della consanguineità famigliare come fondamento dell’unione politica e giuridica, si è sostituita quella della coabitazione territoriale. C’è molto di vero in questa concezione, ma, se si cerca di precisarla, si vedrà che necessita di essere espressa in altri termini e che da questa traduzione ne guadagnerebbe. È certo che la famiglia è stata per molto tempo il dominio ristretto nel quale erano circoscritti gli obblighi morali, e che, all’esterno, l’universo intero costituiva un territorio di caccia. Ne conseguiva che l’antico padre di famiglia aveva il diritto di alta e bassa giustizia all’interno della sua casa, e che poteva condannare a morte la sua donna, i suoi schiavi e i suoi figli. Ma che cosa rappresenta questa vita famigliare ermeticamente chiusa, se non il completo disprezzo manifestato dai genitori nei confronti di ogni esempio esterno? Si capisce che un’esclusività di questo tipo sia difficile da mantenere; a poco a poco, le barriere domestiche vengono abbattute, e gli influssi stranieri si aggiungono alle tradizioni paterne. È a questo punto, quando le diverse famiglie danno inizio alla pratica dei prestiti reciproci, che le relazioni di vicinato concorrono, insieme alle relazioni di parentela, a creare dei legami di diritto. Ma, dato che il legame di sangue è abitualmente l’unico tipo riconosciuto di solidarietà, inizialmente si sono fatti rientrare al suo interno in modo fittizio anche i legami di amicizia, attraverso l’adozione o altro. Alla paternità adottiva bisogna ricollegare, più tardi, nei paesi cristiani, la paternità spirituale, il rapporto da padrino a figliolo con i diritti e i doveri che ne conseguono, e anche il rapporto da balia a lattante (il Fosterage irlandese) e il rapporto da padre spirituale, cioè da precettore, a discepolo. In Irlanda, per esempio, il precettore deteneva un diritto di successione sulla fortuna del discepolo. Sempre in questo paese, secondo Sumner Maine, la stessa organizzazione ecclesiastica, l’insieme dei monasteri e dei vescovadi, simulava una vera e propria tribù. È forse in virtù di una finzione di questo tipo che in tutti i conventi maschili o femminili i nomi di padre, di fratello, di madre, di sorella, vengono attribuiti ai religiosi e alle religiose, malgrado il loro celibato obbligatorio.

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Marco Fioravanti
Marco Fioravanti, capricorno ascendente scorpione, nasce a Milano verso la fine degli anni '60, da un incrocio proveniente da Bergamo e Venezia... e i risultati si vedono! Cresciuto con la musica e nella musica, il primo Lp comprato a 10 anni e la collezione è poi aumentata a dismisura. Ha sperimentato la musica e il teatro in prima persona, partecipando a musical e a spettacoli di vario genere (Notre dame de Paris, Jesus Christ Superstar), conduttore e autore di programmi radiofonici e televisivi (Beato tra le donne su Radio in Blu e Me and the city su TRS Tv Channel). Ora sta riprovando la passione per la scrittura e la voglia di far scoprire la buona musica. Collabora con MilanoReporter.